Agriturismo in Valtiberina con piscina, i borghi più belli dell' Umbria

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La Valtiberina Umbra

le tue vacanze tra natura ed arte

 

Città di Catello

una perla della valtiberina toscana

(Testo tratto da www.cittadicastello.it)
Città di Castello ospita un rilevante e suggestivo patrimonio storico, artistico e religioso, che richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. L' antica storia di Città di Castello è testimoniata dai palazzi che furono sede degli antichi organismi amministrativi come il Palazzo del Podestà, attribuito ad Angelo da Orvieto, in stile trecentesco; la facciata, invece, risale al XVII ed è opera di Nicola Barbioni, che la realizzò in stile neoclassico. Citta' di CastelloCostruita seguendo lo stile gotico agli inizi del XIV secolo, la Chiesa di San Francesco accoglie la copia del dipinto di Raffaello 'Sposalizio della Vergine' il cui originale si trova nella Pinacoteca di Brera; l'opera 'L'incoronazione della Vergine, invece, di Giorgio Vasari è posta nell'altare maggiore della cappella Vitelli, anch'essa del Vasari. Celebre il Palazzo Vitelli alla Cannoniera, edificato su commissione dei Vitelli intorno al 1521; è un palazzo di modeste dimensioni chiamato così perché in origine sorgeva su un'antica fonderia di cannoni. E' caratteristico per la facciata principale decorata a graffito da Ghepardi su disegno del Vasari; attraverso i graffiti viene delineato il programma politico dei Vitelli e l'alleanza stipulata con Cosimo Dei Medici. Oggi questo palazzo accoglie la Pinacoteca comunale, tra le più importanti dell'Umbria, dove sono esposte le opere di grandi maestri quali Raffaello, Lorenzo Ghiberti, Luca Signorelli, i Della Robbia e molti altri ancora. Da visitare anche la Chiesa di San Domenico, realizzata in stile gotico intorno al XV secolo; qui si trovavano un tempo due importantissime opere, una di Raffaello, 'La Crocefissione', l'altra di Signorelli, 'Il martirio di San Sebastiano', che oggi si possono ammirare alla National Gallery di Londra. Non meno importanti la Torre Civica, detta anche Torre del Vescovo, dalla quale si può apprezzare la vallata del Tevere, il Palazzo dei Priori, mai terminato e sede degli uffici comunali, ed infine la Cattedrale di San Florido , la cui facciata è incompiuta, che accoglie il 'Museo del Duomo' dove si possono ammirare vasi, vassoi e calici risalenti al V-VI secolo, e soprattutto l'illustre dipinto 'Madonna col Bambino e San Giovannino' di Pinturicchio.Citta' di Castello Se siete appassionati di equitazione, non mancate al consueto appuntamento della Mostra Nazionale del cavallo, che si svolge in questa cittadina a Settembre. Non resistete al fascino e al profumo inconfondibile del tartufo, non perdete allora la Mostra del tartufo che avviene nel mese di Novembre; sono esposti i migliori tartufi bianchi, tra i più pregiati dell'Alta Valle del Tevere, ma anche funghi, oli, vini, miele, castagne e tanti altri prodotti di bosco. Ad Aprile, invece, la Mostra dell'arredamento e dello stile propone, oltre ad un unico padiglione dedicato interamente all'artigianato, diversi mobili realizzati in noce, castagno, olivo e ciliegio dagli artigiani alto-tiberini. Dal 1968 nella cittadina si svolge nei mesi di Agosto e Settembre il Festival delle Nazioni, in cui viene presentata la produzione musicale di una Nazione ospite. A queste manifestazioni si accompagna, il 13 Novembre, la festa del patrono, San Florido, che viene venerato per aver ricostruito la città in seguito alla distruzione operata da Totila nel VI secolo. Città di Castello celebra il Santo con l'offerta della cera che rievoca una manifestazione religiosa del XVI secolo, quando il Podestà insieme a priori, nobili e confraternite portava la cera necessaria per i 52 ceri posti presso la tomba del Santo. Ad oggi un corteo composto da 200 persone ripropone ogni anno, in occasione della festa patronale, questa antica cerimonia.

 

Montone

Uno dei borghi più belli d'Italia...

Montone è immerso nelle verdi colline in quella zona dell'Umbria settentrionale conosciuta come "Alta Valle del Tevere" detta anche "Valle Museo" per la sua straordinaria bellezza e per la ricchezza artistica che racchiude. Un paesaggio lussureggiante e l'aria limpida e salubre sono la degna cornice di questo antico borgo, ricco di storia, pregievoli opere d'arte e tradizioni immutate nei secoli. MontoneEdificata nella parte più alta di un colle che domina l'Alta Valle del Tevere e quella più ristretta e sinuosa del torrente Carpina, Montone rappresenta l'idea classica del borgo medioevale, perfettamente conservato ed immutato nei secoli. Le possenti mura che circondano l'abitato, conferiscono all'insieme un aspetto di solidità illeggiadrito dalle svettanti torri campanarie del Comune e delle varie chiese non a caso Montone è entrato a far parte a pieno titolo dell'esclusivo club dei "100 Borghi più belli d'Italia" Strette e tortuose le strade che la percorrono in ogni senso, con scalinate che consentono di superare agevolmente i punti più scoscesi, in un susseguirsi di immagini indimenticabili di architetture sovrapposte, archetti rampanti, ànditi scuri e freschi che si aprono su piazzette ed orti ricchi di luce e colore. Difficile proporre itinerari prestabiliti: meglio lasciare ad ognuno il piacere della scoperta di siti imprevisti, di godere degli scorci vastissimi del meraviglioso panorama circostante e dei segni di vita pulsante, ma quieta, nelle botteghe artigiane e nelle casupole arroccate sulle antiche mura cittadine. Numerose sono le opportunità che Montone offre ai propri visitatori per trascorrere rilassanti ed indimenticabili momenti di vero relax a stretto contatto con la natura. Durante tutto il corso dell'anno potrete assistere a svariate iniziative culturali e a manifestazioni folcloristiche di grande importanza e richiamo come la famosa rievocazione della "Donazione della Santa Spina" , la Rassegna dei Mastri Fabbri Forgiatori, la Rassegna delle Bande Musicali, la Festa del Bosco, l'Umbria Film Festival, e tante altre. Inoltre a Montone e nei suoi dintorni potrete visitare la Pinacoteca comunale di San Francesco, il Museo Etnografico "Il Tamburo Parlante", l'Osservatorio Astronomico di Coloti, la Collegiata, la Rocca D'Aries, la Biblioteca comunale e l'Archivio Storico nonchè i numerosi siti artistici dei comuni limitrofi di Città di Castello, Umbertide e Gubbio. Numerose e di buon livello sono le strutture ricettive come Hotel, Agriturismi, Bed and Breakfast, Casavacanze, affittacamere e Ristoranti e Locande tradizionali dove potrete gustare i piatti della tradizione e i prodotti locali come Formaggi, Salumi, Funghi e Tartufi, ecc... Infine gli amanti della natura troveranno a Montone l'ambiente adatto per praticare sport alla'aria aperta come il Trekking a piedi o in mountain bike, passeggiate a cavallo, la pesca sportiva oppure semplicemente per rilassarsi e godere dell'ambiente che fa da cornice.

 

Citerna

Un'altro dei borghi più belli d'Italia...

Citerna, che nell'antichità si chiamava Monte Albano, assunse questo nome intorno ai secoli X-XI, probabilmente in concomitanza con l'erezione del castello. La presenza di serbatoi idrici nel luogo su cui fu edificato il fortilizio, forse quanto rimaneva dell'insediamento precedente, è alla base di questo nome di luogo che, per l'appunto, deriva da cisterna. Ancora nei secoli XII-XV accanto al nome Citerna si ha anche quello di Cisterna, sempre ad indicare questo nucleo abitato. Tra la fine del IV secolo a.C. e l'inizio del III, quando gli Etruschi si stanziarono in quest'area, doveva già esistere un insediamento su questo colle. In seguito, quando l' Alta Valle del Tevere passò sotto il dominio di Roma, questo nucleo dovette ulteriormente svilupparsi divenendo un punto di riferimento per l'intera zona.citerna La sua posizione a dominare le valli del Cerfone e del Sovara, lungo le quali si snodavano tracciati che mettevano in comunicazione il territorio alto tiberino con l'aretino, finì per conferirle caratteristiche strate-giche di una certa importanza. Probabilmente sopravvissuto alla grande fase di decadenza che coinvolse l'intero territorio romano nella tarda antichità e all'inizio del medioevo, in questo nucleo abitato, come nel territorio circostante, dovettero attestarsi i Longobardi all'inizio del secolo VII. Dopo la sconfitta dei Longobardi ad opera dei Franchi l'area citernese fu inglobata nelle proprietà dei marchesi di Monte S.Maria Tiberina e i signori del luogo, i Da Citerna di cui si ha attestazione nel secolo XI, dovevano essere vassalli di costoro. Probabilmente furono proprio i Da Citerna, involatisi da questo castello, a provvedere alla costruzione del fortilizio che fu dotato di un ampio distretto territoriale. Questo, in termini generali, ricalcava l'attuale territorio comunale. L'importanza di Citerna era tale che fin dagli ultimi secoli del medioevo era denominata terra per distinguerla dal puro e semplice insediamento, villa o castello che fosse. Ai Da Citerna, nei secoli XI e XII, si aggiunsero nel governo di questo luogo i Da Montauto (Longobardi di Galbino) che, intorno al 1190, detenevano in esso ampie prerogative di potere. L'esercizio di signoria, che essi avevano insieme ai Da Citerna, durò fino all'inizio degli anni '30 del secolo XIII. La sottomissione dell'insediamento a Città di Castello (1221) e la costituzione di un «governo popolare» dello stesso (1231-1232) determinò l'allontanamento dei Da Montauto da questa comunità. Una sorte diversa spettò invece ai Da Citerna che, ormai radicati in questo insediamento, continuarono a risiedervi ancora a lungo. Ciò permise loro di non perdere completamente le prerogative signorili e, in certi casi, di tornare ad esercitarle, almeno in parte. La storia di questo insediamento nel secolo XIV e nella prima metà del successivo si intreccia in maniera indissolubile con quella della famiglia aretina dei Tarlati di Pietramala. Alle occupazioni più o meno sporadiche di questo castello nella prima metà del Trecento, operate da esponenti di questa famiglia, ad una delle quali sembra che si pose fine per una rivolta dei suoi abitanti nel 1335, seguì, a partire dal 1370, un lungo periodo in cui Citerna entrò a far parte dei domini pietramalesi. Occupata da Magio dei Tarlati di Pietramala essa, grazie anche all'appoggio di Galeotto Malatesta di cui Magio aveva sposato la figlia, Rengarda, rimase in mano a questa famiglia fino agli anni '30 del secolo XV. Intorno a questi anni Citerna passò a far parte dei domini malatestiani e tale rimase fino al 1463, quando fu ceduta al pontefice da Sigismondo Pandolfo Malatesta. La definitiva annessione allo Stato Pontifìcio non mutò, almeno inizialmente, lo scenario di guerre e tensioni che avevano animato questo luogo nei secoli precedenti. Gli attriti tra Repubblica Fiorentina e Stato Pontificio si sentirono in tutta la loro portata anche in questa zona e, nel 1482, Citerna cadeva in mano a Firenze. Ritornata alla Chiesa in seguito al trattato di pace tra il governo pontificio e quello toscano, questo castello subì altre occupazioni, fino al suo ingresso, nella prima metà del secolo XVI tra i domini della famiglia Vitelli di Città di Castello. E sotto il controllo di questa rimarrà fino alla seconda metà del Cinquecento. Tra le vicende storiche della piena età moderna che interessarono Citerna è sicuramente da ricordare la cosiddetta «guerra di Castro» (1641-1644) quando, a detta di A.Ascani, essa si trovò «quasi al centro delle operazioni» belliche avutesi nel 1643. Allo stesso modo non può sottacersi la sosta in Citerna di Giuseppe Garibaldi dopo la caduta della Repubblica Romana (1849). Ritiratosi da Roma, occupata dalle truppe francesi guidate dal generale Oudinot dopo aver opposto un'accanita quanto eroica resistenza, egli dovette sostare in questa comunità dal 24 al 26 luglio del 1849, fissando il suo quartier generale presso il convento dei Cappuccini. A chiudere questi brevi cenni storici le due grosse calamità che si ebbero in Citerna e in tutta l'Alta Valle del Tevere alla fine del secolo scorso e all'inizio di questo. Si tratta del ciclone del 25 agosto 1890 e del terremoto del 26 aprile 1917. Quest'ultimo rovinò in maniera irreparabile tanti edifici, tra cui anche la vecchia chiesa di Sant'Angelo rasa al suolo. La torre, invece, che pare abbia in qualche modo resistito al sisma, fu abbattuta dai tedeschi in ritirata nel 1944.

Agriturismo Calcinaia sul Lago con appartamenti vacanze e piscina in Valtiberina Toscana, per delle vacanze all'insegna della natura e dell'arte.